Si comunica che la versione integrale del convegno "Il ponte
delle Isole Tremiti - Leggenda o verità" che ha riscosso una
grande adesione di pubblico, potrà essere ascoltato martedì
21 ottobre 2008 alle ore 10:03 in live-streaming su :
www.ondaradio.info sulle seguenti frequenze:
Vieste 107,20; Peschici, Vico, Ischitiella, Isole Tremiti:
100,90;
Rodi, Cagnano, Carpino, San Nicandro Garganico, Lesina,
Poggio Imperiale e basso Molise: 105,20
www.retesmash.com sulla seguente frequenza: Fm 97.5 Mhz
vedere su Gargano Television in versione integrale da
martedi 20 ottobre in ogni momento:
www.corrieredelgargano.it
Un ponte
in legno, lungo 550 metri, per collegare le isole Tremiti.
L’idea è dell’ingegnere sipontino Michelangelo De Meo, da un
antico progetto del re borbonico Ferdinando I. Già nel 1792,
il re di Napoli e Sicilia istituì infatti una colonia penale
nelle isole per custodire i vagabondi del continente. Nelle
intenzioni del re, dopo un periodo di rieducazione, i
detenuti sarebbero tornati su terraferma per essere
abilitati. “A quel tempo – dice De Meo - un pontile in legno
univa le isole di San Domino e San Nicola”. Rispolverati gli
atti della real casa, l’ingegnere porta alla luce
l’impensabile: un pontile in legno lungo 1200 metri che
unisce due siti delle Tremiti.
“La
costruzione è del 1800 e fu un’idea del re. La struttura non
era molto alta – continua De Meo - e causa il frequente moto
ondoso, fu presto instabile. Nessuno, prima del
sottoscritto, aveva mai pensato ad un’opera di manutenzione.
Non ci sono pubblicazioni passate che ne fanno riferimento.
L’unica è la mia, ho anche registrato diritti alla S.i.a.e”.
Dopo la costruzione, il ponte borbonico scomparve negli
abissi marini. “Nonostante la solida struttura, il ponte fu
smontato per i costi di manutenzione. Il mio progetto parte
da qui, sulla base dell’intuizione reale”. Analizzata la
struttura di centinaia vecchi ponti in legno, De Meo dà
corpo, nel 2001, alla sua meravigliosa creatura.
“Come
il vecchio ponte, questo sarà interamente in legno
lamellare, con un impatto ambientale minore rispetto a
materiali che deturpano il territorio. Più economico, di
facile montaggio ed esecuzione il ponte sarà un’opera
retrattile: in qualsiasi momento potrà essere smembrato”.
Lungo 550 metri, il ponte ospiterà al suo interno
un’ottantina di box turistici, fungenti da aree di
promozione territoriale. Per l’ingegnere questo consentirà
“un grande afflusso del turismo mondiale”, che avrà nelle
Tremiti “il cuore pulsante dell’intero territorio”. Il ponte
sarà suddiviso in aree ciclabili e pedonali consentendo, in
determinate ore, il passaggio di motocarri elettrici per il
trasporto delle merci. Arredato con panchine, schermi e
telecamere subacquee, il ponte sarà rivestito da una
copertura a falda poiché, come tutti gli edifici
dell’arcipelago, sarà “abitato e destinato ad attività di
promozione turistica”. Realizzato un grande impianto
fotovoltaico per il rispetto dell’ambiente e il recupero di
una quantità di acqua piovana, risorsa, da queste parti,
“alquanto rara”. La realizzazione della struttura consentirà
la creazione di 16 nuovi attracchi per i natanti. Tempo di
costruzione dell’opera 18 mesi.
Fonte:
(ilgrecale.it
- Giuseppe de Filippo)