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PESCHICI: i trabucchi
Il tratto di costa tra Peschici e Vieste è uno dei più
pittoreschi del Mediterraneo. Qui da più di un secolo conficcati nelle bianche
rocce a ridosso delle pinete d'Aleppo sorgono questi autentici giganti di legno,
frutto dell'ingegnosità dei pescatori viestani e peschiciani di un tempo, impegnati
nel dare alla pesca una sicurezza non minacciata dalle avverse condizioni meteo-marine.
Secondo alcuni storici locali, risalirebbero ai tempi dei Fenici, per i nostri
pescatori rappresentano il più antico strumento di lavoro. Sono i trabucchi,
un sistema di pesca ancora in funzione da queste parti. Essi sono posizionati
lì dove il mare presenta una profondità adeguata, almeno 5 m, e fondali sabbiosi
ed orientati in genere verso sud-est o nord-ovest in modo da poter sfruttare
favorevolmente le correnti. I trabucchi sono fatti di pali conficcati nella
roccia, di funi e carrucole che trattengono una trabucco) grande rete a maglie
strette calata in acqua, detta trabocchetto (da qui il nome in cui cade il pesce.
Vero e prorrio miracolo, essi, assieme alle torri costiere, sono la testimonianza
della fatica dell'uomo per fronteggiare i pericoli del mare: quelle nere travi
erose dalla salsedirie ci parlano dell'inesausta lotta per la sopravvivenza
in una terra non sempre generosa.
Oggi svariati Trabucchi sono diventati dei ristoranti
molto caratteristici dove si può gustare il pesce dopo averlo pescato.