| La ricchezza e la varietà dei pesci, celenterati e molluschi
presenti nell’arcipelago delle Tremiti è dovuto alla purezza delle acque, ai
fondali misti di roccia e sabbia, bassi e profondi, ma soprattutto al fatto che
queste sono vere e proprio “isole nella corrente”. Ogni stagione ha pesci e
conseguenti tecniche di pesca differente. Ricciole, palamiti e dentici, ad
esempio, vengono presi con pesca a traina in autunno e primavera; negli stessi
mesi vengono calate le reti alte e a maglia larga con le

quali si pesca anche
quintali di palamiti. La tradizione impone di conservare questo pesce sott’olio,
come si fa con il tonno: tranciato, lessato, in acqua e sale per 2 ore, quindi
lasciato asciugare per un giorno pulito di pelle e lische, viene infine
ricoperto dell’ottimo olio pugliese. Le carni, quasi bianche, andranno ad
insaporire fresche insalate o verranno condite con pomodori, cipolle e capperi.
In primavera stagione della riproduzione, molte specie si avvicinano alle coste
rocciose per depositare le uova; è il periodo in cui si pescano grandi meduse,
dalle carni assai delicate buone bollite, al cartoccio o –
specialità tremitese
– in polpette. Nello stesso periodo è facile pescare la tanuta (o schiantalo),
dai bei colori ottima arrosto se piccola, mentre, se supera i 700 grammi è
consigliabile al forno, al sale o con le olive nere. Fino agli ultimi giorni di
giugno si trovano rane pescatrici di notevoli dimensioni, di 30 chili e più;
oltre alle squisite carni, una vera prelibatezza è il fegato, cotto in padella
con la cipolla. Le salpe, pescate con la rete da posta o, dagli scogli, con
l’antica tecnica del “resacchio”, vengono cotte preferibilmente in zappetta non
pomodoro e cipolla, oppure, come i cefali, alla brace con un ripieno di mollica,
aglio, prezzemolo, aceto. L’estate, per ovvie esigenze di mercato, è la stagione
in cui s’impiegano tutte le tecniche di pesca; sono rare ma talvolta presenti
anche spigole e corvine, mentre non mancano i pesci essenziali per una buona
zuppa: scorfano, musdea, lucerna, donzella, sciarrano, triglia di scoglio.
Semplicità – si fa per dire – è nobiltà abbondano, gastronomicamente parlando,
sulle tavole isolane: il “povero” grongo, serpente di mare con cui si prepara un
sugo denso e saporito, i “nobili” astici, granseole e aragoste da fare bolliti,
alla brace, in umido con gli spaghetti. L’inverno e l’inizio della primavera
ideali per i celenterati (seppie e calamari), pescati con reti da posta o con la
lenza. Con la lenza da fondo, in dicembre e gennaio vengono pescati anche gli
sgorzoni (o garizzi), molto saporiti da cucinare alla brace o fritti. Il re
dell’insalata di mare, il polpo verace, qui lo trovate in ogni mese
dell’anno. |