ITINERARIO
DEI TRABUCCHI E DELLE TORRI COSTIERE
I vecchi pescatori raccontano
che sono
sugli scogli da tempo immemorabile..molto prima che sulla costa
sorgessero città e abbazie, quando il mare era così
ricco di vita che anche una cesta calata dalla riva si sarebbe
riempita di un gran numero di pesci....
I tratto di costa tra Peschici e Vieste
è uno dei più pittoreschi del Mediterraneo. Qui da più
di un secolo conficcati nelle bianche rocce a ridosso delle pinete
d'Aleppo sorgono questi autentici giganti di legno, frutto
dell'ingegnosità dei pescatori viestani e peschiciani di un
tempo, impegnati nel dare alla pesca una sicurezza non minacciata
dalle avverse condizioni meteo-marine.
Secondo alcuni storici locali,
risalirebbero ai tempi dei Fenici, per i nostri pescatori
rappresentano il più antico strumento di lavoro. Sono i
trabucchi, un sistema di pesca ancora in funzione da
queste
parti. Essi sono posizionati lì dove il mare presenta una profondità adeguata,
almeno 5 m, e fondali sabbiosi ed orientati in genere verso sud-est o nord-ovest
in modo da poter sfruttare favorevolmente le correnti. I trabucchi sono fatti di pali conficcati nella roccia,
di funi e carrucole che
trattengono una trabucco) grande rete a maglie strette calata in acqua, detta trabocchetto (da
qui il nome in cui cade il pesce.
Vero e prorrio miracolo,
essi, assieme alle torri costiere, sono la testimonianza della fatica dell'uomo per
fronteggiare i pericoli del mare: quelle nere travi erose dalla
salsedirie ci parlano dell'inesausta lotta per la sopravvivenza in
una terra non sempre generosa. I trabucchi e le torri, sono
parte integrante del paesaggio garganico, soprattutto perché
proprio dagli elementi di quel paesaggio prendono vita. Dal legno
delle acacie che crescono dietro le spiagge, dall'albero caduto
accanto alla riva del fiume, da assi e altri relitti che il mare
restituisce dopo le tempeste.
Costruiti sugli
scogli sono simili a un
prolungamento della terra nell'acqua. Ogni asse, ogni fune, ogni
chiodo recuperato chissà dove, ha la propria funzione, una
ragione per essere là dove si trova.
La loro
bellezza, quindi,
é assolutamente casuale. Antichissimi ed effimeri al tempo
stesso, diversi l'uno dall'altro e continuamente mutevoli per i
costanti aggiustamenti necessari alla loro sopravvivenza, negli
ultimi due secoli hanno incantato viaggiatori e poeti. Il loro
aspetto ancora oggi affascina con quell'intreccio di travi e funi
così fragile e leggero allo sguardo, quanto flessibile e
resistente alla furia delle mareggiate più temibili. Alcuni
sono stati ricostruiti negli ultimi anni, ma hanno però perso
da tempo la loro funzione economica che nei secoli scorsi ne faceva
principale fonte di sostentamento di intere famiglie. Oggi che
il
mare é diventato povero di frutti, la pesca dal trabocco é
più uno svago domenicale che un'attività economica.
Le Torri costiere del gargano, sono strutture cinquecentesche,
fatte erigere per lo più dal vicerè spagnolo Don Pedro di Toledo, al fine di
difendere le coste dalle invasioni turche. Per questo motivo le torri furono
edificate ad una distanza tale le une dalle altre da consentire, in caso di
pericolo, la comunicazione visiva, con fuochi, ed acustica, con l'uso di cambane
etc.
Queste torri hanno per lo più
piccole dimensioni e sono formate da un unico
ambiente voltato all'interno e sopraelevato rispetto al terreno per motivi di
difesa.Una scala di legno veniva all'occorrenza calata dall'alto della porta
di accesso, sempre sul lato moni. Esse sono prive di decorazioni e si aggirano
normalmente intorno ai 12 m. di altezza.