La costa garganica in prossimità della Baia di Campi sulla SP53 Vieste Mattinata.

Superata Baia di Campi e doppiata Testa del Gargano, ci appare all'orizzonte Vieste.

BAIA DI CAMPI

Poche miglia ed ecco la Baia di Campi, con i due isolotti che ne proteggono la spiaggia dai venti di Mezzogiorno e Scirocco. baia di CampiQui, due campeggi ben attrezzati si intravedono nel verde dei pini. Questo posto, per la sua bellezza è meta ideale del turismo nautico, dei subacquei (per le ricchezze dei fondali adiacenti) e dei surfisti per la particolare posizione, sempre ventilata e con mare difficilmente molto mosso. L'odore di pomodoro fresco e basilico e il profumo d'una brace con pesce fresco ci rivelano un ristorante caratteristico sul mare. La tentazione è forte e rafforzata dai prezzi invitanti, per cui buttare l'ancora e sedersi a tavola è operazione di pochi secondi. Baia di Campi nasconde anche alcune tra le grotte marine più belle e famose dell'intero Gargano: la mitica grotta Sfondata, approdo di Diomede, la grotta Calda, chiamata così per le sorgenti d'acqua calda, la grotta dei Contrabbandieri e la grotta Campana Piccola.   Superata Baia di Campi e doppiata Testa del Gargano, ci appare all'orizzonte Vieste. grotta bucata a VignanoticaTuttavia, raggiungerla tagliando al largola costa può non essere una buona idea. Infatti, l'ultimo tratto roccioso in prossimità del capo più orientale del Gargano riserva ancora molte sorprese. Prima di arrivare davanti al paese incontriamo la Baia di San Felice dominata dal maestoso Achietello e, infine, gli isolotti di Porto Nuovo, nei pressi del Centro turistico della Gattarella, all'inizio del lungo litorale sabbioso che arriva fino a Vieste e termina proprio ai piedi dei famoso monolite alto ventisei metri detto "Pizzomunno". Questo enorme faraglione, secondo un'antica leggenda sarebbe la pietrificazione di un pescatore viestano perdutamente innamorato di Desio e punito dalle sirene gelose.

VIESTE

la ripa di ViesteIl caratteristico paese scavato nella roccia calcarea, ebbe grande importanza come porto nel 1250, quando vi approdò Federico II che fece costruire il castello, in seguito ampliato. Distrutta una prima volta nel 1400 dallo spietato pascià Acomat, subi l'assedio delle settanta galee del terribile Dragut nel 1554, terminato con la distruzione totale della cittadina e il massacro dei settemila abitanti. L'attuale porto è oggi praticamente protetto da tutti i venti dominanti, grazie ai lavori di ampliamento ancora in corso di ultimazione, va trasformandosi da tipico porticciolo per pescherecci in un moderno porto turistico che nel prossimo futuro potrebbe diventare punto obbligato per molti croceristi sulle rotte della Grecia e della Turchia. Qui, si può concludere la nostra mini crociera in uno dei tanti ristorantini sparsi qua e là nel centro storico. Piatti della tradizione sono i troccoli con pomodoro fresco, conditi con cacio e ricotta, oppure i lampascioni fritti, oltre alla minestra di fave e cicoria. Ma, ovviamente, la specialità è il pesce fresco, ancora abbondante sul Gargano: spigole, corvine e saraghi i più prelibati, ma anche triglie, seppie, polpi e calamari giungono direttamente dalla stiva dei pescherecci alle cucine delle trattorie. Piaceri per la gola che ben si sposano con i piaceri della navigazione lungo questa affascinante costa.

 

I VENTI

L'itinerario proposto è di circo 5 miglia, adatto anche per il dipo dal "piede" poco marino. Molte insenature e porti naturali proteggono il crocerista da cambiamenti repentini delle condizioni meteomarine. Il proverbio marino non fallisce: «Scirocco chiaro e Maestrale scuro, maltempo sicuro». Vento predominante in estate è il Maestrale che, anche se impetuoso nelle ore più calde della giornata, non preoccupa la navigazione costiera essendo ridossata almeno fino a Testa del Gargono. La sciroccata è preannunciata da nuvole da sud e da venti poco stabili con aria afosa e umida. Solitamente non dura piu di tre o quattro giorni e un detto locale ne sintetizza l'evoluzione: «S'alza, s'incazza e muore». In questa eventualità è consigliabile far riposare le nostre imbarcazioni e dedicarsi a qualche escursione nell'entroterra. Un altro pericolo per la navigozìone, specialmente per la piccola flottiglia diportistica estiva, è il Libeccio: di breve ma intensa durata. è spesso causa di incidenti dovuti per lo più anche ad imprudenza.