ITINERARIO
“DEL PELLEGRINO”
La Puglia e il Gargano in particolare è una terra sacra per vocazione ed
eccellenza, fin dai tempi più remoti. Basti pensare, infatti,
che su 29 santuari "ufficiali" quelli dedicati alla Madonna
sono ben 23. È pur vero che il più importante santuario
di questa terra è intitolato a san Michele e che a San
Giovanni Rotondo l'interesse dei pellegrini si è indirizzato
da tempo verso la tomba di un umile frate cappuccino, Padre Pio, ma è
anche vero che i santuari mariani sono capillarmente e uniformemente
i più diffusi. La devozione alla Madonna è l'elemento
base della spritualità delle popolazioni daune, giacché
la storia di alcuni santuari mariani (si pensi all'Incoronata di
Foggia, al santuario della Madonna di Pulsano, a quello di
Stignano..) si identifica con la storia della città stessa e
la vita delle popolazioni viene scandita dalla sequenza delle feste
mariane. Tuttavia, gli ultimi cinquant'anni hanno
notevolmente modificato le modalità, i tempi e le motivazioni
del pellegrinaggio. Il santuario principale, pur rimanendo intatta la
centralità del Gargano nel ruolo di "montagna sacra",
non è più la grotta di S. Michele, bensì la
tomba di padre Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo, con un
numero di devoti che si aggira attualmente intorno ai 6.000.000 ogni
anno.
APRICENA. SANTUARIO DELL'INCORONATA
Sorge a circa un chilometro e mezzo verso nord. Si
tratta di un santuario relativamente recente, nato dalla devozione
della gente del posto che lo volle erigere sul luogo dove esisteva
un'antichissima cappella dedicata alla Madonna di Loreto. La festa
dell'Incoronata si celebra l'ultimo sabato di aprile, con strascichi
di processioni e luminarie anche la domenica successiva.
BOVINO. SANTUARIO DELLA MADONNA DI VALLEVERDE
Il santuario di Valleverde sorse nel 1265 a poco più
di tre chilometri dall'abitato, immerso tra le querce ed i lecci del
bosco di Mengaga, grazie all'iniziativa del vescovo Giovanni Battista
sollecitato dalle ripetute apparizioni della Vergine al taglialegna
bovinese Nicolò.La documentazione attesta la presenza di ben dodici
vescovi - compreso quello di Bovino - convenuti da Ascoli Satriano,
Lucera, Melfi, Bisaccia, Rapolla, Volturara, Monte Verde, Troia,
Lacedonia, Termoli e Lesina per la benedizione della prima pietra.
Affidata nel 1287 dal vescovo Mainerio II ai Cistercensi di S. Maria
di Ripalta sul Fortore, la chiesa di S. Maria di Valleverde - ormai
dotata di strutture conventuali - venne da essi retta ed amministrata
fino al 1608 in qualità di grangia della casa madre. Dal 1745
venne direttamente affidata alle cure dei Mansionari del duomo ed in
seguito a quelle dei Minori Osservanti, ed oggi appare completamente
ricostruita dopo il terremoto del 1930. Vi si venera una scultura
lignea raffigurante la Madonna.
CAGNANO VARANO - GROTTA DI S. MICHELE
Ad un paio di chilometri dall'abitato, viene
indicata dalla tradizione come coeva al santuario di Monte
Sant'Angelo, cui si richiama anche nell'aspetto. Accanto all'altare
di fondo si trova un "pozzillo" alimentato da un'acqua
ritenuta miracolosa che stilla goccia a goccia dalle rocce, mentre
sulla parete al disopra di esso la devozione popolare ha identificato
l'impronta dell'ala dell'Arcangelo e, accanto alla fonte, quella
dello zoccolo del suo cavallo che qui secondo la sarebbe abbeverato
durante una sosta sulla via per Monte Sant'Angegraffiti nella grotta
