stagionare anche due anni e più, al termine dei quali il
formaggio è ricoperto di muffe sotto le quali la crosta è
dura e lucente, la pasta compatta e di colore giallo oro intenso, con
piccole fessure che lacrimano grasso, con un aroma acuto e
persistente ed un sapore pieno e pastoso. Il Caciocavallo può
essere piccante o dolce a seconda del caglio usato.
Ricetta:
Caciocavallo ai ferri
Ingredienti:
Caciocavallo fresco: 800 gr. circa.
Tagliate il caciocavallo in fette
dell'altezza di un
centimetro, mettete sul fuoco una piastra piatta e leggermente
ondulata, quando è ben calda mettere sulla piastra le fette di
caciocavallo, appena si forma una crosticina ben dorata voltare le
fette, quando risulta ben dorata da ambo le parti togliere le fette
dalla piastra e servire
Vini consigliati :
I vini consigliati per l'abbinamento
sono Cirò
classico rosso, Aglianico del Vulture e Orvieto classico.
IL
CANESTRATO PUGLIESE
E' un formaggio a pasta dura non
cotta, compatta e
friabile ottenuto da latte intero di pecora di razza gentile di Puglia. Il Canestrato Pugliese deriva il suo nome dai canestri di
giunco entro cui lo si fa stagionare per un periodo più o meno
lungo.
Il
12 giugno 1996 gli è stata assegnata la D.O.P. (Denominazione
di Origine Protetta). La zona di produzione è limitata al territorio della provincia
di Foggia e a 16 comuni della provincia di Bari. Il suo nome deriva dai canestri
di giunco, dentro i quali il prodotto esegue il processo di stagionatura. Si
produce in un periodo stagionale che va da dicembre a maggio. 
Lavorazione:
La
lavorazione del Canestrato Pugliese avviene con un processo molto lungo,
a seconda delle dimensioni delle forme, che vanno dai 7 ai 14 chili. Il procedimento di caseificazione prevede la
coagulazione del latte a una temperatura di 33-35° C con
l'aggiunta di solo caglio animale e con un tempo di coagulazione di
15-15 minuti. La lavorazione dura da uno a due mesi, a seconda della
dimensione delle forme. Durante il
periodo di lavorazione le forme, racchiuse nei tipici canestri che
conferiscono la tipica rugosità della crosta, vengono
ripetutamente pressate per far fuoriuscire l'umidità in
eccesso. La salatura, che rappresenta il procedimento fondamentale per la preparazione,
può essere fatta sia a secco, spargendo
il sale grosso attorno alla forma, sia in salamoia, immergendo le
forme in una soluzione di acqua e sale. L'operazione di salatura
inizia due, tre o quattro giorni dopo la caseificazione e viene
effettuata a più riprese. La stagionatura può durare
fino a un anno ed avviene in ambienti freschi. Durante tale
periodo le forme vengono più volte rivoltate e spazzolate. Al termine, la crosta
dura e spessa viene trattata con olio extravergine di oliva. La durata della

